#thisismyspot

Finalmente, dopo tre anni dal trasloco, ho messo in ordine la stanza di casa che chiamo lo "Studiolo". Piccola, ma che si apre sul terrazzo con vista campagna. Ci sono i mobili che ho dalla tenera età di sei anni, ovvero la libreria e il letto singolo.
Ho tolto la polvere, liberato il lettino accostato al muro dai ciaffi, sistemato la scrivania Ikea col computer un paio di foto in cornice e...una palla di vetro con la neve dentro! Nei cassetti, ho sistemato il caricatore, le cuffie e altre cose che possono servirmi, come la mia scatola da otto di smalti per unghie, che con una tazza di te d'inverno sono perfetti per rilassarsi. Ho anche rimesso la mia nutrita corrispondenza (risalente a quasi vent'anni fa) con le amiche di penna nel barattolo in cui la tenevo prima di cambiare casa. È stata relegata fino a ieri in un raccoglitore ed era giusto che tornasse al suo posto. Tutto più o meno ha trovato una collocazione. Ho il problema delle scatole sopra alla libreria, ma troverò una soluzione anche per quello, ne sono sicura. Mi occorre qualche cuscinone per il lettino, così da renderlo un perfetto divano da pisolino, e dei buchi di trapano, per appendere i quadri e due mensole che avevo nella vecchia casa e che sono ancora a terra. Poi sarà un rifugio per meditare suonare leggere e dormicchiare quando sono qui e non su, dove ho un altro angolino confortevole. La domanda però sorge spontanea: perché non lo hai fatto prima? Risposta: non avevo tempo o non avevo voglia, o semplicemente non ero in casa per poterlo fare. Avvertivo un senso di precarietà e pur vedendo il disordine non ponevo rimedio. Non lo so. Però adesso è tutto in ordine e sono molto orgogliosa del risultato!

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